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La giungla delle norme dei fuochi artificiali

da | 5 Mag 2021 | Informazioni

Nessuno è al sicuro tra norme europee, italiane e marchio CE

 

Se pensi che la pirotecnica sia un argomento semplice, allora sei fuoristrada!
L’argomento è complesso, articolato, spesso lacunoso, a volte contraddittorio ma soprattutto moderno e al contempo obsoleto. La domanda viene spontanea:

PERCHÈ?

La risposta non è semplice ma io una spiegazione vorrei provare a darla .
Partiamo con il chiarire che alla base di tutte le norme che regolano l’argomento fuochi artificiali c’è il T.U.L.P.S. (testo unico di leggi di pubblica sicurezza). Un articolato complesso di norme che dettagliatamente regolano questioni legate alla incolumità pubblica, attribuzioni delle autorità di P.S. (pubblica sicurezza) e aspetti specifici del settore pirotecnico. Fin qui nessun problema, se non fosse per il fatto che il TULPS è nato ben ottanta anni fa! Non possiamo certo dire che non sia stato adeguatamente testato ma cosa dovremmo dire sull’attualità delle norme, sono in grado ad oggi di regolare l’intero settore pirotecnico? Sinceramente il TULPS è stato oggetto di costanti aggiornamenti ma in molte sue parti presenta ancora tratti superati che mal si conciliano con un settore che si è evoluto e modernizzato.

Oltre al TULPS, normativa assai più recente, è l’insieme di norme di fonte Europea. Dal 2007, l’Europa ha iniziato un processo di armonizzazione del settore Pirotecnico con l’obiettivo di cercare di uniformare la normativa nei diversi Stati membri. Il legislatore europeo ha stabilito norme generali comuni per tutti gli Stati membri, fissando i cardini della marcatura CE dei fuochi artificiali e determinando una precisa categorizzazione dei vari artifizi.
Dal recepimento della direttiva europea l’Italia ha prontamente applicato la nuova classificazione dei prodotti pirotecnici, la quale ha previsto una netta distinzione tra prodotti destinati al consumatore finale e prodotti indirizzati verso i professionisti:

  • Prodotti destinati a soggetti non professionisti: F1, F2, F3;
  • Prodotti professionali: F4
  • Prodotti teatrali: T1 e T2;
  • Altri prodotti pirotecnici: P1 e P2.

La nuova classificazione dei prodotti pirotecnici ha di fatto parzialmente archiviato la vecchia classificazione del TULPS, la quale ancora oggi viene utilizzata ma per specifiche funzioni, ad esempio nello stoccaggio dei prodotti di articoli pirotecnici. Per semplicità si ricorda che le classi previste dal TULPS per gli esplodenti sono:

  1. Polveri e prodotti affini negli effetti esplodenti;
  2. Dinamiti e prodotti affini negli effetti esplodenti;
  3. Detonanti e prodotti affini negli effetti esplodenti;
  4. Artifici e prodotti affini negli effetti esplodenti;
  5. Munizioni di sicurezza e giocattoli pirici.

La vera novità della normativa, relativa al marchio CE per i prodotti pirotecnici, sta nell’avere completamente rinnovato il processo di classificazione degli stessi ed in particolare, dettando rigide regole per la certificazione dei fuochi artificiali. La norma infatti, prevede che soggetti terzi (Enti Notificati) siano delegati alla sorveglianza del mercato e a verificare che le aziende produttrici adottino regole idonee a determinare alti indici di qualità nella fabbricazione dei propri prodotti e precise regole per la commercializzazione. Le aziende produttrici, per costruire fuochi artificiali, dovranno essere in possesso di sistemi di qualità che stabiliscano puntuali procedure di fabbricazione e controllo dei prodotti pirotecnici. L’insieme di tutte le attività di verifica messe in atto dagli Enti Notificati e i diligenti comportamenti delle aziende produttrici, assicurano alti standard qualitativi e una diminuzione drastica del commercio di prodotti scadenti e/o illegali.

Inevitabilmente, tutte queste normative che si sovrappongono hanno di fatto reso, per chi non avvezzo a studi giurisprudenziali, tutto il sistema normativo una complessa giungla fatta di leggi, decreti, circolari, aggiornamenti e non ultime direttive e norme comunitarie. Non mancano, da parte dell’autorità italiana, annuali circolari esplicative e o decreti che spesso hanno apportato “correzioni” alle direttive di origine europea, ponendo talvolta maggiori limiti rispetto a quelli stabiliti dal legislatore comunitario, come quanto avvenuto per petardi e razzi.

In conclusione, possiamo confermare che la normativa del settore pirotecnico è complessa e talvolta confusa, fatta di interpretazioni personali e di abbiano che hanno di fatto reso il settore confuso e di difficile lettura, la normativa europea di fatto dato una ventata di aria fresca al settore, andando a sopperire alle gravi lacune del nostro sistema giuridico, in particolare stabilendo una categorizzazione e una classificazione degli artifici.

Ciò che rende contorto questo sistema di norme giuridiche è l’attuale sovrapposizione di norme europee a norme italiane e talvolta le seconde alle prime, rendendo in taluni casi difficile comprendere quale sia la norma che debba prevalere, lasciando gli L operatori economici in balia di opinioni di improvvisati giuristi da bar o alla mercé di notizie di corridoio.

È chiaro che l’argomento fuochi artificiali rappresenta un ambito difficile e spesso vede i soggetti coinvolti inermi di fronte a un sistema di norme complesse e contorte e solo la passione verso quest’arte spesso da forza agli operatori di fronteggiare tutti i doveri connessi alla loro attività e al rispetto della prolifica normativa.

Dott. Elio Guarnieri

Amministratore Piro Passione SRL

Laureato in Giurisprudenza ed esperto del settore pirotecnico. È stato commissario nella Commissione Esplodenti di Ascoli Piceno. Da oltre 10 anni si occupa di assistere i fabbricanti di fuochi artificiali ad orientarsi nelle norme che regolano il settore e nella marcatura CE dei fuochi artificiali, trattenendo quotidiani rapporti con Enti Notificati Europei.